Trasfigurato, dipinto in una collezione di espedienti
e d'inganno, inchiodato l'ego al pannello di controllo,
rimuovo il mio cranio e lo lavo dal di dentro,
in modo che sia contenitore puro
senza incrostazioni di persona.
Solo un frutto di lieve fantasia vi cresca,
non un rovo di doppio
o un‘erba di sospetto,
bagnato da un sangue dolce di verità.
Ancora quando, prima che l'umano
scheletro abbia sviluppato il ticchettio regolare
dell'orologio, la competenza alternante
del prima e del dopo era:
solo a quel punto, una ragione per possedere una spina
costole metacarpi; allora si che c'è una ragione
nell'esistere:
tenere vivo il tempo.
Tonde colline frenano
il rovo marmoreo che cola dall'acropoli,
tutt'attorno alla griglia terrestre,
mentre sporadiche antenne confermano
l'umana paternità del gesto invasivo.
È un miele aspro, colorato dagli olivi
e dall'avorio dei palazzi, raccolto
nella valle della storia,
che resiste all'olimpica rendita respirando
per una croce ortodossa:
terra di patriarchi e guerrieri,
di riti e agnelli,
di sangue e polvere.
il rovo marmoreo che cola dall'acropoli,
tutt'attorno alla griglia terrestre,
mentre sporadiche antenne confermano
l'umana paternità del gesto invasivo.
È un miele aspro, colorato dagli olivi
e dall'avorio dei palazzi, raccolto
nella valle della storia,
che resiste all'olimpica rendita respirando
per una croce ortodossa:
terra di patriarchi e guerrieri,
di riti e agnelli,
di sangue e polvere.